TERZO SETTORE: in questa categoria vi rientrano tutti quei soggetti (generalmente individuati nelle Organizzazioni di volontariato, nelle Cooperative sociali, nelle Associazioni di promozione sociale e nelle Fondazioni "pro-sociali") che, facendo propri i criteri del "non profit" (assenza di finalità di lucro) ed agendo secondo logiche diverse da quelle delle Istituzioni pubbliche e da quelle delle imprese propriamente dette, svolgono attività di varia natura (nei campi dell'educazione, della sanità, dei servizi sociali, della tutela ambientale, etc.) attraverso forme di "paretcipazione sociale".

Associazione di promozione sociale
L. 07 dicembre 2000, n° 383
1. DEFINIZIONE:

art. 2 - 1° c.: "Sono considerate associazioni di promozione sociale le associazioni riconosciute e non riconosciute, i movimenti i gruppi e i loro coordinamenti o federazioni costituiti al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati"

2. SCOPO ED ATTIVITA':

"PEDAGOGIA RELAZIONALE"
Attività di "UTILITA' SOCIALE" rivolta alla collettività tendente a migliorare la qualità della vita, a favorire l'aggregazione sociale ed a migliorare e valorizzare le relazioni sociali.
Sostanzialmente lo scopo è "prevalentemente interno" (l'attività è rivolta esssenzialmente, anche se non in maniera esclusiva, agli associati)

3. STRUTTURA GESTIONALE:


Presenza di un'organizzazione "primaria" delle risorse materiali ed umane per il funzionale svolgimento dell'attività relazionale.

4. RISORSE UMANE

Associati-volontari. Possibilie presenza di personale dipendente e lavoratori autonomi (che possono, anche, essere reperiti tra gli associati), in caso di particolari necessità

5. FONTI DI FINANZIAMENTO:
  1. Quote e contributi degli associati
  2. Atti di liberalità (eredità, donazioni, legati)
  3. Contributi pubblici
  4. Entrate derivanti dallo svolgimento di attività economiche "sussidiarie ed ausiliarie" rispetto ai fini statutari
  5. Altre entrate compatibili con le finalità sociali
Organizzazione di volontariato
L. 11 agosto 1991, n° 266
1. DEFINIZIONE

art. 2 - 1° c.: "Ai fini della presente legge per attività di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratutito, tramite l'organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà"

2. SCOPO ED ATTIVITÀ:

"LOGICA DEL DONO"
Attività di "SOLIDARIETA' SOCIALE" rivolta a persone in "stato di bisogno e svantaggio" tendenti ad offrire un valido supporto socio-assistenziale, sanitario, socio-riabilitativo-rieducativo e di tutela dei diritti.
Sostanzialmente lo scopo è "prevalentemente esterno" (l'attività è rivolta essenzialmente, anche se in maniera non esclusiva, a persone "esterne" in stato di bisogno)

3. STRUTTURA GESTIONALE:


Presenza di un'organizzazione "strutturata ed ottimizzata" (non avente, però, i caratteri dell'imprenditorialità) per la creazione di un servizio "personalizzato" e capace di far fronte ai "bisogni emergenti"

4. RISORSE UMANE:


Volontari. Possibile presenza di personale dipendente e lavoratori autonomi (che non possono essere reperiti tra i volontari) necessari al regolare funzionamento dell'organizzazione oppure per "specializzare" l'attività svolta.

5. FONTI DI FINANZIAMENTO:
  1. Contributi volontari
  2. Atti di liberalità
  3. Contributi pubblici
  4. Rimborsi derivanti da convenzioni
  5. Entrate derivanti da atttività commerciali e produttive avente un carattere "marginale"
Cooperativa Sociale
L. 08 novembre 1991, n° 381
1. DEFINIZIONE:

art. 1 - 1° c.: "Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini attraverso:
a) la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi
b) lo svolgimento di atttività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate

2. SCOPO ED ATTIVITA':

"IMPRENDITORIA SOCIALE"
Attività di "PROMOZIONE ED INTEGRAZIONE SOCIALE" tendenti ad erogare servizi socio-sanitari ed educativi, nonché a realizzare, tramite lo svolgimento di "attività diverse", l'inserimento professionale di persone svantaggiate.
Sostanzialmente lo scopo è "prevalentemente esterno o interno" a seconda del tipo di cooperativa.

3. STRUTTURA GESTIONALE:

Presenza di un'organizzazione tipicamente imprenditoriale (stabilità e continuità del lavoro valutato in base ai canoni dell'efficacia e dell'efficienza) delle risorse materiali ed umane per l'erogazione di un servizio "specifico"

4. RISORSE UMANE:

Soci-lavoratori retribuiti. Possiblie presenza di soci-volontari (non in misura superiore al 50% dei soci)

5. FONTI DI FINANZIAMENTO:


Le entrate sono rappresentate soprattutto dalla vendita, ad Enti pubblici (tramite convenzione) ed a soggetti privati, dei beni e servizi prodotti (oltre che ad avere la possibilità di ricevere atti di liberalità o contributi pubblici)